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Migliorare/migliorarsi o difendere le proprie difficoltà?

A proposito del migliorarsi o della fantomatica perfezione. A seguito di uno spunto ho fatto una riflessione che vi propongo non scevra di aspetti complessi ma frutto di un percorso esperienziale che ha attraversato la mia vita dallo sport al sociale e familiare in quanto ho notato che accontentarsi del proprio aspetto fisico è sicuramente una conquista mentre accontentarsi del proprio caos mentale o di limiti che esso genera può essere un alibi per perpetrare sempre gli stessi errori e così io che ho cercato un ago nel pagliaio inizio ad avere una serenità e consapevolezza oltre che efficienza di azione che mi fa riflettere e dire:


"Essere perfetti non è delle umane cose" però tendere al meglio e cercare di chiarirsi le idee a mio avviso è segnale di maturità ove accontentarsi delle proprie difficoltà può essere un alibi per perpetrare i soliti errori che condivisi col proprio gruppo generano caos che alla lunga non paga.

Essere ben centrati mentalmente non è da tutti anche se tutti possono ambirvi e a mio avviso sarebbe la soluzione a innumerevoli conflitti familiari e sociali in quanto la centratura in alto è condivisibile e fonte di ragionevolezza e chiarezza di intesa nella ricerca del bene comune insomma la luce se ci si arriva è uguale per tutti mentre al buio nessuno si riconosce.

E' un lungo percorso che ho il piacere di condividere con pochi altri che ci hanno creduto e lottato per ottenerlo

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