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  • Francesco Italia

Cefalù mare e storia

Oh Cefalù mia amata

dalla sabbia dorata

in cima al tuo bel monte

scoprii l’ermo di diana

facemmo tutto il giro

sognando e faticando

dormii anche un minuto

vicino alla mia dama

con ella giunsi in vetta

ove nostri antenati

fondaron città bella

con la cinta murata

oggi son qui a godere

di mare conosciuto

pescoso e cristallino

in vista del tuo tempio

che svetta dal declivio

ove le case porta

fin giu

fino al marino

nuoto nelle tue acque

si calde ed accoglienti

dal maggio infin settembre

insieme ai miei gioielli

amati ed onorati

cercando nuova vita

seguendo insegnamenti

appresi dal destino

che non fu poi crudele

ma di segno divino

qui l’anno precedente

soffrii indicibilmente

temendo in una notte

fosse arrivato il tempo

odiato della morte

invece presi forza

decisi no non perdo

questa battaglia atroce

vedrà il suo condottiero

un uomo chiaro e vero

che impavido al dolore

può perdere talvolta

ma non si arrende a sorte

sapendo che il destino

sussurra a lui vicino

:”rimembra ciò che dissi

tu sarai sempre si fiero

morir sarà per tutti

ma devi esser d’esempio

portando lì alle genti

messaggio di coraggio

che illumina le menti”

così rimisi in ordine

e il giorno susseguente

tornai ove il disegno

restituì le forze

e mi diede l’ingegno

ch’io avea tanto pregato

nel tempo del disagio

capii in un sol momento

di essere onorato

dal genere creato

ad essere impegnato

a viver ardentemente

quel sogno allucinato

che mi fece capire

qual’era del divino

l’ordine immaginato

per non cambiare vita

ad uomo e suo destino

a viver sulla terra

percorso non turbato

da demoni e sibille

che ci portano segni

forti e contorta specie

sperano che il rumore

trionfi sull’amore

Spazzando il cinguettio

che dio col suo sorriso

portó qui sulla terra

facendoci un regalo

ivi nella triscele

viviam tra nembi, fuochi, botti

boati di vulcani

luoghi di male e bene

entrambi conterranei

divisi dal pudore

figli della morale

che ci allontana

tutti da viver e morire

in modo naturale

rischiando di adorare

chi ci trascina in fondo

con la violenza ignobile

dì padre o madre amati

che negano il diritto

a viver differenza

tra la ragione e il torto

così da indirizzare

i figli nel contorto

percorso di una vita

confusa e malandata

per lor non rivelare

una parol sbagliata

che fa delle sue pecche

la vera confusione

tra sbaglio e la ragione

tra il giusto e l’opinione

che toglie a noi più nobili

il senso dell’amore

giustificando tutto

a quel padre padrone

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