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Apnea ed apnee

Vado ad affrontare un argomento a me familiare avendo io fatto dell’apnea uno sport agonistico nel quale mi sono cimentato allenandomi giornalmente anche per 10 ore.

Però voglio sottolineare la grande differenza che c’è tra apnee volontarie e apnee involontarie. Scegliere di immergersi o di trattenere semplicemente il respiro è un’apnea volontaria a cui ci abituiamo con l’allenamento, il nostro corpo impara ad economizzare l’ossigeno a disposizione e ci consente performance più o meno importanti. L’apnea involontaria si verifica invece involontariamente cioè smettiamo di respirare più o meno coscientemente sia durante la giornata che durante la notte. Essa è spesso legata a moti d’ansia che a mo’ di maggiore concentrazione ci inducono a trattenere il respiro. Cosa assolutamente controproducente sia per la concentrazione che per la salute. Con la tecnica M.M.E. alleniamo il nostro corpo a evitare le apnee involontarie e a migliorare quelle volontarie ove ce ne fosse necessità.


Nelle apnee notturne concorrono queste stesse fasi respiratorie oltre la cattiva abitudine di respirare poco e male. Con l’M.M.E. si impara a respirare meglio e conoscere le pause respiratorie nonché variare la durata delle fasi inspiratorie e espiratorie quest’ultima è spesso seguita da una pausa che poi può portare all’apnea involontaria, con l’M.M.E. impariamo anche a eliminare le pause respiratorie evitando le apnee sia diurne che notturne. Con la Respirazione profonda impariamo a variare l’intensità e la qualità della nostra fase respiratoria gestendo in modo opportuno i diversi stati ossigenativi del corpo e della mente, raggiungiamo così uno stato di benessere continuativo che ci consente di evitare molte malattie e stati di affaticamento. In buona sostanza respirare è un atto semi volontario che necessita di un buon allenamento per ossigenare il nostro corpo adeguatamente. Un capitolo a parte si apre per i fumatori e per gli asmatici. I fumatori quasi istintivamente respirano poco profondamente per l’inconscia paura di aspirare fumo troppo caldo e quindi innescano un atteggiamento rinforzante delle apnee. Gli asmatici sembra che abbiano uno stretto legame tra l’ansia e l’interruzione involontaria della respirazione, se stimolati ad un percorso respiratorio adeguato e a un training contro l’ansia possono imparare a gestire i momenti più difficili con maggiore serenità ed efficacia. Ventun anni fa in un periodo complicato della mia vita, avevo anche smesso di allenarmi, una notte mi svegliai di soprassalto con le vie respiratorie totalmente ribelli alla respirazione. Capii subito che avevo poche chance, non potevo parlare né respirare ma mantenni la calma grazie all’esperienza dell’M.M.E. mi guardai dentro e sapendo che avrei avuto dei minuti a disposizione cercai di capire nel silenzio della notte seduto nella posizione del cocchiere cosa aveva il mio corpo. A poco a poco cercai di succhiare l’aria in dosi piccolissime facendo il minimo sforzo e da li a qualche minuto ebbi la meglio su quella ribellione respiratoria. Successivamente ripresi gli allenamenti e mi feci supportare anche da uno psicoterapeuta così che da allora non mi è mai più successo un evento di questo genere. Buona aria!!!

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