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Ansia reale e ansia da prestazione


L’ansia da prestazione più dannosa per noi e da definirsi patologica non è molto dissimile dall’ansia reale nei risultati che determina, però è un’ansia più complicata da gestire in quanto si basa su un fondo di mancanza di autostima e confusione psicologica generale. Con la respirazione autogena o profonda si può limitare e gestire l’ansia da prestazione ma col passare degli anni si rischia di andare incontro all’assuefazione alla respirazione in quanto il meccanismo si ripropone incalzante e trova soluzioni autolesionistiche che indeboliscono le nostre sicurezze e ci rendono deboli davanti ai nostri dubbi. Motivo per cui sono più propenso a indirizzare l’atleta o la comune persona verso un consulto ed eventuale percorso psicoterapeutico che vada a ristabilire i giusti equilibri con la nostra sfera emotiva. Parallelamente inizierei un percorso di respirazione MME che supporti immediatamente il suo io in modo da rendergli più chiari i suoi obiettivi e rafforzarlo per migliorare immediatamente le prospettive ed i risultati. Successivamente passerei ad un rinforzo di respirazione profonda per tonificare in maniera permanente il rapporto col nostro corpo, l’inconscio, il semiconscio e il razionale.

L’ansia reale per quanto appunto reale è una dimensione che fa in una minima parte leva sulle nostreinsicurezze e incertezze anch’esse di origine psicologica ma che considereremo non patologiche. Esse creano il vuoto di energia durante un’azione, un momento impegnativo o di difficile interpretazione. Con la respirazione MME possiamo raggiungere un trofismo emotivo sufficiente a non subire cali di attenzione o di prestazioni, essa consente un aumento dell’autostima immediato e cancella, facendoli fluire, i pensieri destabilizzanti: AIUTANDOCI A DISTINGUERE Ciò CHE CI RICARICA DA Ciò CHE CI SGONFIA. La scelta delle persone che ci circondano è spesso deputata ad un aspetto più interiore della nostra sfera emotiva e quindi di difficile organizzazione. Con la respirazione MME e ancor più con quella profonda abbiamo un quadro emotivo e relazionale più chiaro e siamo in grado di prendere decisioni organizzative adatte ai nostri obiettivi. La respirazione profonda ci energizza al meglio e intervallata dalla respirazione MME che ne è il giusto training di avvicinamento consente di superare momenti di difficoltà estrema sia di tipo sportivo che di ordine personale o a seguito di infortuni e malattie. Buona aria!

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