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Ansia, apnea, asma

L’ansia la madre apprensiva che ci toglie il respiro come affrontarla e ridurla respirando correttamente. Riconoscere l’ansia é il primo passo, durante le normali azioni quotidiane e ripetitive alcuni schemi mentali semiconsci ci invitano a agire contro noi stessi rallentando le funzioni vitali, tra cui larespirazione, e a vivere le nostre paure inconsce in modo contrito invece di farle emergere e affrontarle. Scatta così nei momenti piú banalmente comuni un fenomeno che ci porta ad andare in apnea quasi che questa ci aiuti ad auscultare il nostro inconscio e i nostri pensieri ruminanti. Capita così che chattando, riflettendo, pensando intensamente o eseguendo altre azioni non routinarie scatti il meccanismo, quasi a dover centrare un bersaglio olimpico, che ci porta a trattenere il fiato per far si che la nostra azione sia potenzialmente più efficace. Tutto ciò porta a una repirazione scorretta e a un aumento dell’ansia che trova spazio nei nostri punti deboli. Imparare a contrastare questi semi automatismi con una respirazione diaframmatica assistita da un percorso MME con frasi autodeterminanti e propedeutiche all’autocontrollo consente di riconoscere istantaneamente questi momenti di debolezza e sofferenza e respingerli con un immediato movimento del diaframma e conseguente azione positiva di autodeterminazione anti sofferenza. Voglio cogliere l’occasione per dare un mio parere sulla vicinanza tra ansia profonda, panico e asma. L’ansia legata a pensieri ossessivi e inconsci può portare ad attacchi di panico li dove essa non trovi accoglienza da una soluzione semiconscia che ci riporti sul piano di rilassamento necessario a ristabilire una sensazione di autosufficienza emotiva. L’asma, che in passato in un’unica ma quasi tragica situazione, ho avuto occasione personalmente di provare, è a mio avviso un fenomeno innescato da un sofisticato sistema di malfunzionamento psichico e respiratorio dovuto a traumi personali e stimoli inconsci che spingono chi ne soffre ad azionare un meccanismo di ipertonicità della respirazione che coincide con l’apnea susseguente e che in alcuni casi come successo a me in un periodo psicologicamente difficile di rimanere istantaneamente senza fiato. Allora avvenne di notte e solo il mio autocontrollo e autostima scattato immediatamente grazie alla lunga pratica del metodo Makula mi salvó e mi consentì di resistere alla tentazione di respirare, sì perché in quei momenti bisogna respirare pochissimo il meno possibile, sembra assurdo ma capii che tentare una respirazione normale avrebbe aggravato la situazione e cosí riuscii a vincere il meccanismo che mi stava possedendo riprendendo nel giro di mezz’ora a ripristinare la normale azione respiratoria che (in quel periodo avevo smesso su invito scellerato di una psicologa di respirare quotidianamente col metodo Makula) mai piú ho perso nei seguenti 25 anni e mi accomapgna fino ad oggi. Stesso metodo ho indotto ad un atleta che ha avuto un blocco respiratorio totale vicino a me e a cui ho sussurrato in maniera ipnotica di inspirare aria succhiandola molto lentamente e a piccolissime dosi senza paura e cosí in pochissimi minuti la crisi si è risolta positivamente. Suggerisco quindi di allenare la respirazione ed il corpo col metodo Makula Equipe che fornisce tutti gli strumenti per regolare le funzioni vitali nel modo migliore. Buona aria!


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